IO SONO LA PORTA – Omelia Messa di Mezzanotte

E’ notte fonda,

camminiamo avvolti dal buio,

abitiamo una terra tenebrosa,

rimbomba ancora il passo pesante

dei troppi soldati in guerra.

Quanti abiti intrisi di sangue,

quanti gioghi pesanti sulle spalle di molti!?!

La paura si ingigantisce

e appesantisce il cuore,

paralizza le membra,

ci inchioda a terra.

Ma proprio in questa notte

una porta si apre:

è tempo di giubileo,

è tempo di gioia!

Una luce rifulge,

torna a risuonare l’antico

e sempre nuovo annuncio:

un bimbo è nato per noi!

Padre per sempre, principe della pace!

Per questo possiamo moltiplicare la gioia!

Arrivano, anche alle nostre orecchie,

come nella notte di Betlemme

le parole degli angeli;

“Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia,

che sarà di tutto il popolo:

oggi, nella città di Davide,

è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore!”

Sì, dentro questa tremenda e meravigliosa storia,

continua a nascere Colui che sconfigge ogni paura

e rianima la speranza che non delude.

Affrettiamoci dunque, incamminiamoci

come pellegrini di speranza:

perché “è apparsa la grazia di Dio,

che porta salvezza a tutti gli uomini

e ci insegna a rinnegare l’empietà”!

Abbiamo davvero la possibilità

di allontanare il male,

di far finire ogni guerra,

di far nascere ed amare la vita,

di cancellare indifferenza e pregiudizi

verso i carcerati, gli ammalati.

gli esuli, i profughi, i rifugiati

C’è una porta che si apre

per introdurci in “luoghi del perdono”,

così da lasciare odi e rancori,

abbandonare gelosie ed invidie,

emigrare da dipendenze e violenze!

E’ il tempo del giubileo

rinneghiamo l’empietà:

varchiamo ogni uscio

con il dono del perdono,

abbattiamo le distanze

regalando abbracci di pace!

Apriamo anche la porta della nostra casa

…al coniuge che ha abbandonato la famiglia,

al senza dimora che ha freddo,

all’amico che ha tradito!

E’ venuto Gesù per insegnarci a rinnegare l’empietà!

Avviamoci, come i pastori di Betlemme,

andiamo incontro a Cristo

e portiamo con noi chiunque

sperimenta preoccupanti paure,

carenza di fiducia, mancanza di amore.

Apriamo nel quartiere “porte di speranza”!

sulla triste solitudine di tanti anziani

forse anche dei giovani,

parcheggiati dentro appartamenti

ormai vuoti: figli, nipoti e vicini

non li riempiono più con la loro presenza.

Apriamo nel quartiere “porte di speranza”

sulla povertà educativa

sperimentata da tanti nostri ragazzi,

dentro le aule scolastiche

nei campi da gioco,

nelle stanze della parrocchia

o tra le mura domestiche.

Apriamo nel quartiere “porte di speranza”

sulle tante, troppe, dipendenze

dalla droga, dall’alcool,

dal giogo d’azzardo che uccide la libertà!

Ha detto Gesù “Io sono la porta:

se uno entra attraverso di me, sarà salvato”

In questa notte santa

nasce per noi “un Salvatore, che è Cristo Signore”:

si apre la porta del cielo,

per noi fatti di terra!

Pellegrini di speranza

frequentiamo “Luoghi del perdono”

perché torni la festa e non manchi la pace;

apriamo “Porte di speranza”

perché si allontani la paura

e aumenti la gioia;

Disarmiamo i nostri cuori,

incamminiamoci insieme,

verso la porta aperta davanti a noi:

entriamo per trovare rifugio e riparo,

per vivere relazioni fraterne

per far venire alla luce una società altra

un mondo nuovo.

E sarà Buon Natale!