NATALE: LUOGHI DEL PERDONO E PORTE DI SPERANZA – Omelia Messa del giorno

  1. UNA PORTA CHE SI APRE

Inizia il giubileo,

ci è donato un tempo di gioia!

Si spalanca una porta sul cielo

è Gesù, possibilità per l’umano

di incontrare il divino.

Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Facciamoci pellegrini di speranza,

incamminiamoci verso il Signore

è venuto in mezzo a noi!

Accogliamo il Verbo che si è fatto carne:

ci svela il volto del Padre di tutti,

ci fa sentire figli davvero amati,

nessuno escluso,

ci dona la grazia di vivere

in pace da sorelle e fratelli.

Lasciamo riposare la terra

e impariamo a condividere

ciò che siamo e ciò che abbiamo.

Come Cristiana,

giovane sposa, che qualche giorno fa

è arrivata tutta trafelata,

con due borse piene di pacchetti dono.

Tra i tanti regali fatti,

per i familiari e gli amici,

ne ha preparato diversi

per chi è dimenticato da tutti.

E’ questa la gioia del giubileo:

restituire a chi è stato tolto il pane,

aprire spazi dove ognuno possa sentirsi a casa,

donare un po’di affetto a chi è troppo triste e solo.

E’ bello entrare così insieme per la Porta Santa!

  • LUOGHI DEL PERDONO

Ed allora andiamo, avviamoci in fretta

verso Gesù, speranza che non delude,

coscienti di essere peccatori perdonati,

per entrare nella chiesa

luogo del perdono”!

Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.

Attingiamo dall’incontro con Gesù

la forza per avviare

cammini di riconciliazione,

per tornare a fare la pace!

In questo santo Natale,

anziché il dono scambiamoci il perdono.

La misericordia che ci viene donata

permette di vincere l’odio con l’amore,

così che i nemici tornino a dialogare

gli avversari a stringersi la mano,

i popoli ad incontrarsi nella concordia.

Come Antonio che,

pieno di contentezza,

mi ha confidato come per Natale

ha invitato a casa i suoi figli

e sua moglie, da cui si è separato.

Dopo tanti anni di dolorosi contrasti,

di inutili scenate,

ha smesso di ricorrere agli avvocati

per tornare a dialogare civilmente

e spendere tutti quei soldi

per i propri piccoli.

E’ bello che anche le nostre case

diventino luoghi del perdono!

  • PORTE DI SPERANZA

E’ davvero Natale,

occasione per vincere le troppe paure

che ci appesantiscono il cuore,

ci paralizzano le membra,

ed accogliere in dono da Gesù

la speranza che non delude.

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.

Finirà finalmente la notte,

con la luce del giorno

potremo ritrovare la speranza

e tornare a cantare,

procedere su passi di danza.

Ed allora apriamo “Porte di speranza”,

a cominciare dal nostro quartiere,

per uscire dalla preoccupante povertà educativa

che tocca le nuove generazioni,

Apriamo porte di speranza

per entrare nell’insopportabile

solitudine di tanti nostri anziani

e purtroppo anche di molti giovani,

Apriamo porte di speranza

per vincere le terribili dipendenze

come la droga, l’alcool

e, non ultima, il gioco d’azzardo:

realtà capaci di uccidere la libertà.

E sono i gesti dei piccoli

a farci intravvedere possibilità di futuro,

come quello di Elia, Kevin, Sirio, Roberto,

che hanno mandato la mamma in parrocchia

con una borsa di bottiglie d’olio

ed un semplice biglietto

“Caro don Gianni siamo 4 fratelli

e per questo Natale vorremmo donare

queste bottiglie d’olio che abbiamo acquistato

con i nostri risparmi. Buon Natale a tutti”.

Fino a quando ci saranno dei bimbi

con un cuore così, e sono tanti,

possiamo fare spazio alla speranza che non delude!

Ecco l’augurio:

che questo Natale,

sia per tutti motivo

per iniziare cammini di gioia

cercare luoghi del perdono

e aprire porte di Speranza!

Mi viene in mente Alessandro,

il nipotino di poco più di un anno,

che quando mi vede, lascia tutto

e corre per essere preso in braccio!

Vorrei vivere così questo Natale,

e vorrei augurarlo anche a voi:

un tempo per stringere tra le braccia

e coccolare quel Dio che si fa bambino

per insegnarci che grande è chi si fa piccolo

e ciò che conta è sprigionare tutto l’amore possibile

verso chi è piccolo e indifeso.

E sarà Buon Natale!