ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO – 15 agosto 2025

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle.” Questa immagine suggestiva dall’Apocalisse parla di bellezza. Scriveva Oriana Fallaci: “Se mi chiedete qual è per me il simbolo della bellezza femminile, io non penso alla Venere di Milo o a Sofia Loren. Penso a una bella donna incinta. C’è qualcosa di potente, di trionfante, di ineguagliabilmente bello in una donna che porta in sé un’altra vita. Una donna deformata da un pancione che chiude un altro essere umano. Oggi contempliamo la madre di Cristo, la donna che partorisce quel Figlio di Dio che, primizia tra tutti i credenti viene portata in cielo. E ammiriamo la bellezza della Sposa, di cui il Signore si è invaghito, la Chiesa, anch’essa chiamata allo stesso di destino di gloria.

Spesso citiamo la frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo” ed è vero! Ma occorre fare attenzione c’è anche il ‘drago divoratore della vita” che mette nel cuore angoscia e paura. La sua visione ci paralizza. Solo occhi innamorati sanno riconoscere la bellezza e quel Dio che offre un rifugio ai suoi figli.

Con Maria ed Elisabetta, le due donne ‘miracolosamente incinte”, diamo voce al canto: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”. E facciamo spazio alla gioia:Scrive Eugenio Borgna: “La gioia ci fa capire che in ciascuno di noi luce e ombre si alternano, si mescolano, e anche che le ombre si dilatano solo se sappiamo andare incontro agli altri con la gentilezza e con delicatezza, con tenerezza e von amore”.

E’ questo l’augurio che ci facciamo nella festa dell’Assunta: innamorati della vita e dell’umanità, prima di cercare sicurezza e decoro, che pur ci vogliono, guardiamo negli occhi i fratelli e le sorelle che ci è dato incontrare, apriamo le orecchie e il cuore, perchè a nessuno manchi quel “rifugio” che difende dal drago divoratore di vita.