IL SUBLIME SCAMBIO : Natale del Signore – Messa del giorno

Non esiste istante più luminoso,

per due persone che si appartengono davvero,

di quel momento in cui il confine svanisce e,

nell’abbraccio, si scoprono un’unica, sola carne.

Credo fermamente che nessuno,

se non chi ama con tutto se stesso,

possa aiutarci a respirare e custodire

il mistero immenso che il Natale nasconde.

È uno “scambio di bellezza” che toglie il fiato:

Dio si fa Sposo e noi, fragile umanità,

diventiamo la sua sposa.

In questo inatteso bacio, finalmente,

il cielo e la terra si confondono.

È il Natale del Signore!

La storia di un incontro che pareva impossibile,

un miracolo che solo l’amore

ha il coraggio di compiere:

in Gesù, l’Infinito si fa piccolo uomo,

la luce scivola dolcemente nel buio,

e l’Eterno accetta di abitare in un frammento.

Si legge nel vangelo di Giovanni:

Il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi

Proprio come si legge nel III prefazio di Natale:

In Lui [oggi] risplende in piena luce

il sublime scambio che ci ha redenti:

 la nostra debolezza è assunta dal Verbo,

la nostra natura mortale è innalzata a dignità eterna

e noi, uniti a te in mirabile comunione,

partecipiamo alla tua vita immortale.

La nostra stanchezza viene raccolta dal Verbo,

la nostra vita che sfiorisce viene sollevata

a una dignità che non muore mai!

Come potremmo non far traboccare la gioia?!

Come non aumentare la letizia!?

Come non lasciare che il cuore canti più forte,

unendoci in un coro che non conosce fine,

ora che il Signore ci ha consolati e liberati,

unendoci a sè?!

È il Natale del Signore!

 La storia di un incontro misterioso:

tra il Sole che sorge dall’alto,

e le tenebre in cui è immersa l’umanità

Lo abbiamo ascoltato nel vangelo:

 “In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre”.

È vero, abbiamo così poco da offrire…

le nostre notti, quelle notti

che possono essere

non solo spazi di paura,

perché potrebbe arrivare un ladro,

che ci spoglia per prendersi le nostre cose,

ma anche tempi di intimità,

perché può arrivare lo sposo

che ci spoglia per amarci!

Come non riempire il cuore di gratitudine

davanti a questo amore che non conosce misura,

così pieno di carezze?

E come non scegliere, ora, di amare senza difese,

accogliendo il Verbo nella carne di ogni fratello e sorella,

soprattutto se piccoli, poveri, o smarriti nel silenzio?

È il Natale del Signore!

La storia di un amore immenso e immeritato,

che si concretizza in una festa di nozze

tra una sposa, spesso così poco amabile,

e uno Sposo che la sceglie e non la tradisce.

Scrive S. Gregorio Nazianzeno:

Colui che dà ad altri la ricchezza si fa povero.

Chiede in elemosina la mia natura umana

perché io diventi ricco della sua natura divina.

E colui che è la totalità si spoglia di sé fino all’annullamento.

Si priva, infatti, anche se per breve tempo, della sua gloria,

 perché io partecipi della sua pienezza.

Di questa unione sponsale parlano anche questi otri

messi accanto al nostro semplice presepe.

Evocano il miracolo di Cana: siamo come giare vuote,

capaci forse solo di raccogliere l’acqua,

insapore ed incolore, ma lo Sposo è qui,

viene per riempirle di vino nuovo,

della gioia del vangelo.

Stringiamoci attorno all’altare,

il talamo nuziale dove il corpo di Cristo,

 che abbiamo accarezzato nel presepe,

 e il corpo della Chiesa — cioè il nostro, il tuo, il mio —

si fondono fino a diventare una cosa sola.

È un mistero che dà le vertigini:

lasciamo che lo stupore ci invada

davanti a questo incredibile scambio di bellezza.

E forse, ora che questo anno giubilare volge al termine,

sentiamo tutti il bisogno profondo,

dopo aver varcato la Porta Santa,

di uscire fuori, insieme,

per raccontare al mondo intero cosa ci è successo.

Che si possa dire davvero di ognuno di noi:

“Come sono belli sui monti

i piedi del messaggero che annuncia la pace,

del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,

che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».

Andiamo allora e,

con i gesti della vita prima ancora che con le parole,

raccontiamo a chiunque incontriamo

che amarsi è possibile,

che restare uniti è un dono a portata di mano,

che la pace non è un sogno, ma una possibilità,

perché l’amore di Colui che ci ha scelti come sposa

 non ci lascerà mai soli. Amen.