TE DEUM 31 dicembre 2025
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
Il tempo non è soltanto lo scorrere delle giornate, dei mesi, degli anni, dei secoli. Questo è il tempo quantitativo che i greci chiamavano kronos. Il tempo per noi cristiani è il momento in cui Dio interviene, si manifesta, nella storia offrendoci opportunità di salvezza. Il tempo è Kairos cioè possibilità di incontrare il Signore che viene, di sperimentare la sua grazia, di sentire la vicinanza del Regno di Dio. Da qui l’importanza di assumere l’atteggiamento della Gran Madre di Dio:
“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.
Come i pastori, anche noi, orientiamo il nostro sguardo verso la presenza di Dio che continua ad incarnarsi nella storia per riempire i nostri occhi di stupore e così lodare e glorificare Dio per tutto quello che vediamo e udiamo. Ecco il senso del Te Deum, l’antico canto di ringraziamento che, tutti gli anni, immancabilmente il 31 dicembre, cantiamo. Con le nostre voci canteremo fra poco: «Noi ti lodiamo, Dio», «Tu sei la nostra speranza», «Sia sempre con noi la tua misericordia».
Se guardiamo l’anno che è passato, non possiamo nascondere che è stato segnato da eventi dolorosi, come la dipartita del caro Papa Francesco, la morte di un persona cara per sessantesi famiglie della nostra comunità; non sono mancati gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta; a volte abbiamo avvertito tutta la stanchezza di assumere una storia non facile, fatta spesso di sofferenza, delusione, conflittualità. Ma se sintonizziamo il nostro sguardo con quello di Dio, che scorge sempre prima il positivo, ci accorgiamo che sono tanti i motivi per rendere lode e ringraziare.
“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.
Al termine di questo anno custodiamo nel cuore ciò che il Signore ha fatto per noi. Abbiamo vissuto un anno giubilare che ci ha visti “pellegrini di speranza”. Ci siamo messi in cammino per incontrare il Dio buono e misericordioso e per fare spazio alla speranza che non delude: ricordiamo il pellegrinaggio vicariale del 28 marzo, quello a Roma dei nostri adolescenti il 25 aprile e quello diocesano il 6 settembre, infine qualche settimana fa quello degli anziani in cattedrale, a coronamento della Porta della Speranza, vissuta con le parrocchie di S. Maria della Marina e S. Benedetto Martire. E’ stato bello riflettere insieme sulla bellezza che pure porta con sè la tarda età. Chiaramente un evento importante per la nostra comunità è stata l’ordinazione presbiterale del nostro don Giovanni lo scorso 22 novembre, insieme a don Francesco e il dono che il vescovo ci ha fatto lasciandolo come vice parroco tra noi. E come non ricordare anche le iniziative del nostro gruppo scout “Don Ubaldo Grossi per il 4oesimo della fondazione. Sono stati momenti belli i momenti di formazione con la comunità capi e campi estivi ed invernali dei Lupetti, del reparto e non ultimo il pellegrinaggio a Lourdes del Clan; con gli educatori, dell’azione cattolica, abbiamo vissuto alcune iniziative per la pace ed soprattutto l’oratorio estivo ed invernale che ha coinvolto molti ragazzi e famiglie, come anche il campo giovanissimi a Calvillano. Le tre comunità neocatecumenale hanno proposto in quaresima e in avvento le catechesi per giovani e adulti, mentre la terza comunità ci ha coinvolti nella solenne professione di fede. Il rinnovamento nello Spirito ci ha accompagnato con la preghiera settimanale del martedì e un nuovo piccolo gruppo con recita il rosario il lunedì sera. Belli, anche se a volte faticosi, sono stati anche i per-corsi in vista dei sacramenti della Riconciliazione, dell’Eucarestia, della Cresima ed in particolare delle coppie in vista del matrimonio. Abbiamo assaporato la bellezza dello stare gioiosamente insieme nella festa di S. Filippo Neri e non possiamo dimenticare gli incontri con alcuni gruppi: i giovani dell’oratorio di Bergamo, i ragazzi ospitati in diocesi provenienti dall’Ucraina e i fratelli e le sorelle provenienti dalla lontana Papua-Nuova Guinea: vediamoli come un invito a costruire una comunità aperta e accogliente, mai chiusa in se stessa! Portiamo nel cuore anche i momenti importanti dell’anno liturgico come la celebrazione della Pasqua e del Natale, animati dal gruppo liturgico, dai ministri della comunione e dai cori, oltre alle serate che ci ha visto radunati nelle zone nel mese di maggio per la recita del Rosario.
Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
Ed anche noi custodiamo in una memoria grata quanto il Signore ci ha donato di vivere in questo anno.
Tornando all’esperienza del cammino giubilare non dimentichiamo che la nostra vita è un viaggio, per incontrare il Signore Gesù. Come è stato per i pastori: “andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia… se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto”, così anche la nostra vita, vincendo tanta pigrizia, sia un andare e venire per incontrare il Signore e raccontare quanto veduto ed udito. Un viaggio che ci porterà, come chiederemo nella preghiera del Te Deum, fino all’incontro definitivo col Signore: «Accoglici nella tua gloria nell’assemblea dei santi».
Papa Leone oggi concludeva l’incontro in piazza S. Pietro con le parole di Paolo VI a chiusura del Giubileo del 1975, che ricordano cosa conta in questo nostro pellegrinare: “il messaggio fondamentale: esso, diceva, è racchiuso in una parola: “amore”. E aggiungeva: «Dio è Amore! Questa è la rivelazione ineffabile, di cui il Giubileo, con la sua pedagogia, con la sua indulgenza, col suo perdono e finalmente con la sua pace, piena di lacrime e di gioia, ci ha voluto riempire lo spirito oggi, e sempre la vita domani: Dio è Amore! Dio mi ama! Dio mi aspettava e io l’ho ritrovato! Dio è misericordia! Dio è perdono! Dio è salvezza! Dio, sì, Dio è la vita!» (Udienza generale, 17 dicembre 1975). Ci accompagnino questi pensieri nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, e poi sempre, nella nostra vita:
Maria la Gran madre di Dio ci accompagni in questo cammino!