ASCOLTO, DIGIUNO…INSIEME – Mercoledì delle ceneri

Scrive S. Benedetto Abate che nulla va anteposto a Dio. Spesso lo dimentichiamo! La quaresima viene ad invitarci a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita.

Papa Leone nel suo messaggio per la quaresima ci ricorda che questo cammino di conversione “inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito”. Gesù ci invita ad entrare in camera, chiedere la porta e pregare il Padre e la preghiera innanzitutto è mettersi in ascolto di Dio che parla, “prestare l’orecchio alla voce del Signore”. Da qui nasce un impegno concreto: dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro”. La parola di Dio ascoltata ci educa ad un ascolto più vero della realtà in modo particolare di quelle grida che nascono dalla sofferenza di chi sta male, di chi non ha il necessario, di chi è messo sempre da parte.

Il Signore Gesù parla poi della necessità di quel digiunare che rende più evidente ciò di cui dovremmo avere fame: “non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Il digiuno, scrive il papa, “serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo. E’ chiaro che non si tratta semplicemente di rinunciare ad un po’ di cibo, ma diventa il segno visibile “del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male” ed include altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita” più autentico. Leone XIV invita in modo particolare ad “una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo – scrive – Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”. Tutto questo vuol dire anche un uso dei social intelligente: non rinunciare al loro uso ma farne buon uso. Quanto è importante non farci scaricare addosso parole e pensieri pieni di cattiverie, di giudizi, di malignità.

Anche questo è un modo di vivere la carità che non può essere ridotta ad un aiuto economico o a un piatto di pasta: l’uomo per vivere non ha bisogno solo di cibo ma di un po’ di affetto e di un posto dove sentirsi a casa.

“Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno”. Siamo chiamati ad essere una Chiesa sinodale cioè che cammina insieme a cominciare dall’ascolto della Parola di Dio come pure del grido dei poveri.

Per questo motivo in questo tempo di quaresima vivremo alcuni momenti comuni per la preghiera oltre l’Eucarestia, l’adorazione del giovedì e la via Crucis del venerdì, anche le lodi del mattino alle ore 06.30 e la meditazione della Parola della domenica ogni venerdì alle 17.00.

L’ascolto della parola ci aiuterà a vivere relazioni fraterne e attente a chi sta male: “impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”