VIVERE DA VIVI (Dario Reda) – omelia Pasqua 05.04.2026

…e si recarono al sepolcro.

Erano Pietro e, il discepolo che Gesù amava, Giovanni…

Insieme con loro andiamo anche noi

fino alla tomba di Gesù:

non per essere spettatori di quella morte

che sembra avere l’ultima parola,

ma testimoni della vita che rinasce!

Dentro quella grotta infatti,

il vuoto urla una verità diversa:

non c’è il corpo inerte di Gesù

non c’è più nessuno!

La Pasqua ci scuote: finalmente e per sempre,

possiamo diventare protagonisti della vita.

“…rivolgete il pensiero alle cose di lassù,

non a quelle della terra”

scriveva S. Paolo, ai cristiani di Colossi

e sembra lo dica anche a noi, oggi.

Se teniamo gli occhi bassi verso le tombe,

non vediamo che cenere.

Lo sappiamo bene,

ce lo siamo detti quaranta giorni fa:

tutto sembra consumarsi, destinato a finire.

Vediamo le guerre che inceneriscono interi paesi;

sentiamo il peso delle invidie e dei litigi

che rompono consolidati legami;

notiamo che i nostri corpi, un giorno dopo l’altro,

fanno i conti con quella fragilità

che riduce, prima o poi, alla polvere.

Ma ecco la Pasqua: l’ossigeno che arriva da altrove!

Volgiamo allora lo sguardo verso l’alto,

da dove viene quel soffio leggero, ma efficace,

capace di smuovere la brace nascosta sotto la cenere,

fino a riaccendere il fuoco di quell’amore

che illumina le tenebre,

scalda il cuore,

brucia l’inutile

e fa davvero rivivere!

Essi lo uccisero appendendolo a una croce,

ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno.

Questo Pietro grida forte

in piazza a Gerusalemme,

e noi oggi siamo qui per confermarlo:

Gesù morto è risorto per noi, è vivo, qui ed ora!

Mentre sulla terra i “mercanti della morte”

continuano a crocifiggere

la povera gente, per i propri guadagni;

mentre i cosiddetti “potenti”

spingono fuori dalla città

chi considera straniero o ritiene uno “scarto”;

mentre i tanti indifferenti

siedono di fronte alle croci che ancora s’innalzano

senza una lacrima, senza pietà,

la Pasqua torna per ricordarci

che tanta sofferenza sprigiona l’amore di Dio:

siamo amati con un amore

disarmato e senza misura,

inesauribile e gratuito,

immeritato, che fa tornare alla vita,

risorgere, tutti, nessuno escluso!

Voi infatti siete morti e la vostra vita

è nascosta con Cristo in Dio

Queste parole dell’apostolo

ci riportano all’esperienza pasquale

del nostro Battesimo: un regalo immenso! 

Insieme a Gesù siamo morti “all’uomo vecchio”,

fatto di paure, di egoismi, di “decessi” esistenziali,

e rinati a vita nuova

per “apparire con il Signore nella gloria”.

Facciamo festa, allora.

Nonostante tutto, nonostante i tempi duri

che stiamo vivendo.

E’ la Pasqua del Signore, è la nostra Pasqua:

dentro questa storia,

così feroce eppure così splendida.

mettiamo nelle mani dello Spirito

la poca brace che ci è rimasta nel cuore.

Lasciamo che il Suo soffio riaccenda davvero l’amore

e che avvenga questo incredibile scambio di bellezza

per uscire da questa chiesa pronti a “vivere da vivi”!

Buona Pasqua a tutti.