SEMPRE ALLEGRI – per non dimenticare il campo-scuola 2026

Papa Francesco una volta ha detto: dovremmo imparare a memoria due pagine del Vangelo, quelle sulle Beatitudini e sul Giudizio Finale. Praticamente le istruzioni per l’uso della vita. Piergiorgio Frassati non le ha solo lette, ci ha svoltato l’esistenza. E la bella notizia è che possiamo farlo anche noi.

Le nostre camminate in montagna — ammettiamolo, molto meno strong di quelle che faceva Piergiorgio! — ci hanno ricordato che la vita è un viaggio a piedi. E no, non è sempre una passeggiata: ci sono salite che ti lasciano senza fiato e discese dove rischi di scivolare. Ma la vera svolta è camminare insieme, con la propria crew e con Gesù, che non ti mette fretta, rispetta i tuoi tempi e si fida di te al 100%.

I momenti di preghiera, la Messa e l’adorazione, ci hanno fatto capire una cosa importante: chi si “nutre” di Gesù ha una marcia in più, anche quando fuori c’è la tempesta e sembra tutto buio. Lui è quel sole che ti scalda dentro e ti indica la traccia per non perderti.

Amare significa sporcarsi le mani (e i piedi)

Vivere insieme non è sempre facile, ma è bellissimo. Ci insegna che voler bene al Signore significa voler bene a chi ci sta accanto, soprattutto a chi è più in difficoltà. L’esperienza più forte che possiamo fare — proprio come Piergiorgio — è chinarci sui piedi degli altri, servirli e trattarli con cura. Perché l’amore vero si vede dai fatti.

Non possiamo vivere dentro una bolla, pensando solo a noi stessi e girandoci dall’altra parte quando qualcuno soffre. Siamo tutti sulla stessa barca.

Piergiorgio lo diceva chiaramente: “La fede senza le opere è morta. La carità senza la fede non è carità. Dobbiamo unirci, amarci e aiutarci a vicenda. Dobbiamo essere cristiani veri, cattolici con i fatti”.

Anche San Giovanni Paolo II lo amava. Nel giorno della sua beatificazione ha detto che, a prima vista, lo stile di Piergiorgio sembrava quello di un ragazzo modernissimo, pieno di vita e normalissimo. Ma il suo superpotere era proprio questo: unire la fede alla vita di tutti i giorni. Amava l’arte, lo sport, la montagna, si interessava di politica, eppure non perdeva mai il contatto con Dio.

🎒 Il nostro zaino dopo questa esperienza: cosa ci portiamo a casa?

Cosa abbiamo imparato guardando la vita di Piergiorgio?

  • L’arte di ascoltare: Fermarsi ad ascoltare gli altri, la voce di Dio e il silenzio della natura.
  • La forza dell’amicizia: Non c’è niente di più bello che camminare insieme, supportarsi quando uno sta per mollare e condividere tutto.
  • La fatica che ripaga: La salita è dura, ma la vista dalla vetta è pazzesca. Basta ansia e basta paura: ognuno di noi ha una meta bellissima da raggiungere.
  • Stare dalla parte degli ultimi: Fare come Gesù, che ha condiviso tutto con i più poveri. Non ci sarà mai un futuro migliore se continuiamo a lasciare indietro qualcuno.
  • Diventare protagonisti: Piergiorgio ci insegna a non subire le giornate, ma a viverle da campioni. Non si è mai “troppo piccoli” per occuparsi del bene comune e della politica, quella vera, che serve a cambiare la società.

Anche Papa Leone, quando lo ha proclamato Santo, ha ricordato un aneddoto pazzesco: a Torino lo vedevano sempre girare con i carretti pieni di aiuti per i poveri, tanto che gli amici lo avevano soprannominato “Frassati Impresa Trasporti”! Per lui la fede non era una cosa privata da chiudere in cameretta, ma un’energia che lo spingeva a buttarsi nella società e nella politica per dare una mano a tutti.

Teniamo stretto il ricordo di Piergiorgio. Ci aiuta a vivere la nostra storia a testa alta e, nonostante tutte le difficoltà, sempre allegri!

I vostri preti ed educatori

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