UNA PORTA CHE SI APRE – Veglia Pasquale 19-04.2025

VEGLIA PASQUALE  19 aprile 2025

Come ai tempi dell’Esodo. Un popolo che approfitta di un altro popolo. I segni di una violenza insopportabile. Bambini uccisi dal volere dei potenti di turno. Macerie ovunque. Ieri l’Egitto, oggi la Palestina, l’Ucraina, il Sudan Sudan, il Myanmar… Non svanisce il sogno di una terra accogliente, dove vivere fraternamente. Non manca il coraggio di intraprendere viaggi della speranza pericolosissimi, nel deserto, in mezzo al mare o tra i boschi della rotta balcanica. E poi …confini rafforzati, deportazioni, respingimenti…solo porte chiuse!

E poi arrivano i giorni di festa. Le vetrine piene di cose buone da comprare. La voglia di imbandire la tavola con pasti più ricchi, il desiderio di fare un dono alle persone care. Ed i prezzi che aumentano sempre di più. Quante cose, anche essenziali, non più alla portata di chi deve fare i conti con una pensioncina o uno stipendio da lavoro povero. Dall’esterno lo sguardo si posa su quanto esposto …ma sembrano riservate solo ai ricchi … c’è tanta ingiustizia nel mondo: pochi hanno troppo, troppi hanno niente! Porte aperte ovunque…ma senza possibilità di varcarle.

E c’è anche l’amico che viene a trovarti. Lo ricordi felice: una famiglia, il sogno di un amore per sempre, la gioia dell’arrivo dei figli, la casa acquistata con tanti sacrifici. E poi una caduta in un momento di debolezza. Un tradimento e il ritrovarsi sulla strada. La trafila dagli avvocati, la relazioni coi figli in ore stabilite, lo stipendio che non basta per tutto, ma soprattutto odio, rancore, disprezzo. E il triste racconto di come, anche a Pasqua, la porta sbattuta in faccia!

E forse, ognuno di noi, potrebbe narrare altre storie o la propria storia…chissà quante volte ci siamo trovati di fronte a porte ermeticamente chiuse, blindate, impossibili da varcare!?

Eppure il Vangelo, questa notte ci dice qualcosa di particolare. Le donne che vanno alla tomba di Gesù, temono ti trovarla sigillata dalla grossa pietra che avevano posto davanti, ed invece “trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro ed entrate non trovarono il corpo del Signore Gesù”.

Questa notte tutto questo riempie di stupore anche noi! Il legno della croce di Cristo apre ogni porta, anche quella che vuole tenerci prigionieri della morte, di ogni morte fisica o esistenziale. E’ la grande sorpresa è che dentro non c’è più nessuno: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto”.  

Forse anche noi non crediamo che Qualcuno può aprire tutte le porte! Vi confesso che, in questo tempo di quaresima, per me è stato un dono grande del Signore poter ascoltare la professione della fede di alcuni nostri fratelli e sorelle. Testimonianze straordinarie di come il Signore Gesù ha saputo, concretamente ed inaspettatamente, riaprire le porte della vita di fronte a tante situazioni di morte; di come ha saputo sanare relazioni conflittuali, ormai chiuse, con la forza del perdono; di come ha saputo pacificare cuori da tempo inquieti e tristi, che sembravano ormai incapaci di amare! Sono stati racconti che mi hanno toccato, commosso, edificato, e penso che sia successo anche a quanti hanno partecipato. Abbiamo visto come Dio apre la porta del suo cuore perché possiamo conoscere la sua tenerezza, il suo perdono, la sua misericordia. 

Ecco allora il prodigio della Pasqua che celebriamo! Davanti a noi si apre un tempo pieno di speranza! E scrive S. Agostino che “la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio di cambiarle”. (S. Agostino)

Sì, questa notte sentiamo dentro di noi tutto lo sdegno, quasi la rabbia, per i tanti giudizi e pregiudizi che uccidono, per le troppe parole false e violente che allontanano gli uni dagli altri, per i molti gesti di esclusione e di rifiuto che respingono.

Come non si può provare sdegno di fronte a manifestazioni di violenza gratuita da parte di ragazzine e ragazzini riversata su un coetaneo con disabilità, semplicemente per postarla sui social?! E quanti episodi del genere capitano?

Come non si può provare la rabbia per le porte di quegli appartamenti che fanno scoprire un tremendo femminicidio? Come non si può provare smarrimento di fronte a giovani che scendono in piazza a manifestare per la pace con spranghe e bastoni, distruggendo e ferendo? Si, non possiamo come cristiani rimanere indifferenti di fronte a quanto avviene nella storia.

Ma non basta urlare la propria disapprovazione. Occorre il coraggio delle donne del vangelo, che non si perdono d’animo e vanno ad annunciare ai fratelli che non c’è più la pietra che chiude il sepolcro. E’ vuoto perché Cristo è Risorto! Dobbiamo avere il coraggio di annunciare a questo nostro mondo che si può risorgere! La storia vera non si scrive procurando o spargendo la morte, ma rinascendo, risorgendo in Cristo! Forse anche oggi si penserà che sono vaneggiamenti! Ma noi non ci scoraggiamo: annunciamo che il crocifisso è Risorto! Questa notizia non ha certo perso la sua portata rivoluzionaria. Se attraverserà gli spazi e il tempo di oggi qualcosa comincerà a cambiare!Ci sarà sempre qualcuno che farà come l’apostolo che aveva tradito Gesù: “Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli”. Si è questoil prodigio della Pasqua: vedere che è aperta la porta che dava sulla morte, accorgersi che in realtà è vuota e dentro, il Crocefisso Risorto, ha preparato un letto con teli di lino: il sepolcro non è diventato il luogo del profumo, della comunione, delle nozze, dove germina l’umanità nuova.

Ecco il segno della porta posta attorno al tabernacolo in cui fra poco deporremo l’Eucarestia, il corpo del Cristo vivente. L’anno giubilare che stiamo vivendo ci ricorda che non tutte le porte sono chiuse, c’è una porta che si apre ed è Cristo, nostra speranza! Questa porta aperta fa intravvedere la presenza eucaristica di Gesù tra noi, possibilità di unione intima tra il corpo della Chiesa-sposa e il corpo di Gesù-sposo. E tutto diventa possibile! Questa notte quanta gratitudine avvertiamo nel cuore nel contemplare la grandezza dell’amore di Dio che si abbassa fino a noi, così inamabili eppure amati!? Quanta gioia proviamo dentro di noi, tanto da far risuonare forte il canto della lode?! Quanto desiderio abbiamo gridare Alleluia e dire al mondo che Cristo è risorto, è veramente risorto! In lui possiamo risorgere, sempre, da ogni morte, ad una vita indistruttibile! Si, davanti a noi si spalanca la porta della vita dove tutti, nessuno escluso, possono entrare ed imparare che la soluzione non è mai l’attacco ma la cura, mai il rifiuto ma l’accoglienza, mai il respingimento ma l’abbraccio! Se entriamo per la porta, che è Gesù, potremo trovare rifugio e accoglienza, pace e conforto, perdono e festa.

Maria, Madre di Cristo e madre nostra, prendici per mano e stringici forte, accompagnaci perché possiamo varcare con te la porta della speranza che non delude. Amen.