OSIAMO SOGNARE – Appunti per il cammino

“A voi tutti chiedo il coraggio di sognare tutto questo. Sognate con me la Chiesa che sogna Gesù. Una Chiesa che abbia il coraggio di assomigliare sempre di più a Lui. Una Chiesa che non abbia paura delle lacrime, perché sa che sono acqua capace di far germogliare il futuro. Una Chiesa che non chieda alle persone quanto sono lontane da Dio, ma quanto dolore stanno portando sulle spalle. Una Chiesa che non si affacci dal balcone della storia per commentarla, ma che scenda nelle strade ad abitarla. Una Chiesa che non costruisca recinti per difendere i pochi, ma tavole abbastanza grandi da accogliere tutti. Una Chiesa che non perda tempo a contare chi entra, ma che si domandi ogni sera chi è rimasto fuori. Una Chiesa che non abbia paura di sporcarsi le mani, perché sa che anche le mani del Risorto conservano per sempre le ferite dell’amore. E sogno cristiani che sappiano profumare di Vangelo prima ancora che parlare di Vangelo.” (card. Mimmo Battaglia)

Una Chiesa che sogna in grande e cammina insieme.

Che meraviglia sognare la nostra Chiesa così, tutti insieme, senza che nessuno debba mai mettere i propri sogni nel cassetto! Abbiamo bisogno di lasciarci guidare dallo Spirito, proprio come faceva la comunità delle origini: per essere testimoni coraggiosi di Cristo vivo, capaci di fare della nostra vita un dono per gli altri e di aprirci ad orizzonti che non avremmo mai immaginato. È lo Spirito Santo che ci unisce, legandoci come un unico corpo e rendendoci capaci di affrontare la bellezza e la fatica del camminare insieme.

Una Chiesa missionaria che sogna giovani e adulti attorno alla Parola di Dio.

Sogniamo una Chiesa che riparte dall’essenziale, dal kerigma: Cristo morto e risorto per noi, vivo oggi, capace di accompagnarci quando si fa sera. Non si tratta di inseguire mode o strategie pastorali, ma di cambiare sguardo per riconoscere che Dio è già all’opera nella storia e nella vita delle persone. È tempo di andare oltre le statistiche che parlano solo di crisi e oltre la nostalgia di un passato che non torna. Usciamo fuori dai nostri spazi per abitare davvero il quartiere!

Diventiamo una comunità accogliente, senza etichette né pregiudizi, che spalanca le porte perché chiunque possa sentirsi finalmente a casa. Alleniamoci a riconoscere i semi di bene, giustizia e speranza già presenti nel nostro tempo, ritrovandoci, giovani e adulti, insieme attorno alla Parola di Dio, che non smette mai di generare vita.

Una Chiesa comunione che assume lo stile sinodale.

«Il cammino si fa camminando» (Antonio Machado). Ed è proprio così! Vogliamo fare nostro lo stile della sinodalità, mettendoci in ascolto della Parola di Dio, dei compagni di viaggio e dei segni dei tempi per comprendere cosa lo Spirito oggi chiede alla Chiesa. Riscopriremo la bellezza del battesimo, che tutti ci accomuna, e quanto sia necessario passare dall’«essere parte» al «prendere parte» alla vita della comunità. Impareremo a vivere la “corresponsabilità differenziata”, valorizzando i ministeri nuovi e rinnovati — per i giovani, per chi soffre, per l’ascolto — senza l’ossessione dei risultati perfetti, ma facilitando i processi che lo Spirito ci suggerirà. Sogniamo una Chiesa che passa dall’«io» al «noi», camminando al passo di chi è più stanco perché nessuno resti indietro.

Una Chiesa partecipazione che valorizza gli organismi preposti.

Iniziamo rinnovando il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Non sarà una macchina burocratica, ma un vero laboratorio di ascolto e di discernimento per maturare alcune scelte da proporre alla comunità. Abbiamo la bussola che indica la direzione: le linee pastorali proposte dal vescovo Gianpiero dopo aver raccolto le proposte del cammino sinodale delle diocesi. Ora si tratta di individuare delle persone dal cuore grande, capaci di leggere il presente con gli occhi di Dio, di scorgere germogli di speranza dove altri vedono solo macerie, e di riconoscere il volto di Cristo in ogni persona incontrata lungo la strada, con uno sguardo pieno di tenerezza per chi fa più fatica. Troveremo momenti durante l’anno che favoriscano la partecipazione di tutti, come l’assemblea parrocchiale.

Guardiamo in alto, con il cuore pieno di speranza, e teniamo i piedi ben saldi per terra, pronti a costruire insieme la Chiesa che sogniamo. E soprattutto fidiamoci e affidiamoci al Signore, coscienti che non tutto dipende da noi e che in Dio l’impossibile diventa possibile.